Mariolina Castellone, senatrice M5S e vicepresidente a Palazzo Madama, nella sua lettera di addio Laura Santi parla di una “politica incompetente” e di “sproloquio senza fine” sul suicidio assistito.
Abbiamo tutti un pezzo di responsabilità. Ma noi una legge l’avevamo fatta, approvata alla Camera nel 2022, poi rimasta bloccata al Senato quando è caduto il governo. Ed era una legge rispettosa della sentenza della Corte costituzionale sul fine vita, non come quella proposta dall’attuale maggioranza.
Il punto è che, su temi così sensibili, è difficile trovare un punto di caduta condiviso, no?
Il punto di caduta è la sentenza della Consulta, che ha delineato il perimetro giuridico. Da lì è partito il lavoro del comitato ristretto in Parlamento, si è fatto un percorso, molte audizioni, speravo si riuscisse a collaborare. Poi ci hanno presentato un testo che restringe quel perimetro, con grandissime criticità.
Ad esempio?
Decidere che l’accesso al suicidio assistito vada limitato ai casi in cui il paziente sia sottoposto a un trattamento sostitutivo di funzioni vitali. I requisiti stabiliti dalla Consulta sono altri, si dice che la persona deve essere tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale. Non è la stessa cosa.
Così si punta a rendere più difficile l’accesso alla procedura?
Certo, senza dimenticare che, nella loro impostazione, la decisione verrà affidata a un comitato nazionale di nomina politica, composto da esperti scelti senza nessun criterio specifico. Di fatto, le valutazioni cambieranno in base al governo in carica e bisognerà essere fortunati a voler morire al momento giusto.
A patto di avere i soldi, visto che si vuole escludere il servizio sanitario nazionale.
Dicono che “lo Stato non può dare la morte”. Con questo ragionamento temo che, prima o poi, arriveranno a escludere anche l’aborto dal servizio sanitario. Poi, se non si può chiedere al pubblico, a chi ci si dovrà affidare? A cliniche della morte a pagamento? Non è questo che serve, le procedure devono essere eseguite in sicurezza, da personale del servizio sanitario con adeguata formazione e competenza.
Il M5S ha presentato una ventina di emendamenti. Sperate di riuscire a cambiare il testo?
Ci sono vari altri punti da correggere, come l’ipotesi di obbligo di cure palliative, che non possono diventare un Tso: il paziente deve sempre poter scegliere. Comunque, spero capiscano che non possono fare una legge che comprime un diritto, invece di garantirlo, anche molti elettori di destra sono sensibili su questa battaglia.
Per questo si sono decisi a fare una legge, che non era nel programma di centrodestra?
Sì, vogliono far vedere di saper dare una risposta, anche se è sbagliata. Se non se la sentono di dare piena attuazione alla sentenza della Corte costituzionale, lascino questo compito a chi verrà dopo di loro piuttosto che fare passi indietro. Laura Sasntini ha chiesto alla politica di avere il coraggio di approvare una legge che dia risposta concrete ai malati che come lei siano liberi di scegliere. E l’unico obiettivo del Parlamento dovrebbe essere quello di rispondere a questa richiesta di libertà e di tutela della dignità della vita.





