Mariolina Castellone

Potenziamento delle strutture sanitarie

Nelle leggi di bilancio dal 2019 al 2022 e nei progetti inclusi nel PNRR, sono stati stanziati fondi dedicati all’edilizia sanitaria ed all’ammodernamento tecnologico, attraverso una maggiore digitalizzazione: telemedicina, cartella clinica elettronica, fascicolo sanitario elettronico devono diventare realtà in tutto il territorio nazionale. Vanno mantenute le migliori pratiche adottate in pandemia, come la ricetta dematerializzata, inviata direttamente in farmacia dal medico di medicina generale. Bisogna incentivare la diffusione di metodologie diagnostiche innovative, come le tecniche di sequenziamento esteso del genoma.

Anche in ambito di diritto alla salute l’Italia viaggia a due velocità, con forti squilibri territoriali, conseguenza di un vistoso gap nell’assistenza sanitaria e nella politica ospedaliera. Il Rapporto Svimez sull’economia e la società del Mezzogiorno mostra un Meridione depauperato dagli scarsi investimenti e le cui risorse umane giovani ed altamente formate migrano verso il Nord e soprattutto all’estero. Il quadro diviene particolarmente preoccupante per quanto riguarda lo svantaggio del Sud in termini di investimenti sulla salute e di accesso ai servizi. Basti pensare che la spesa sanitaria pro-capite è di circa 1600 euro al Sud contro i 2000 del Centro Nord e i 2800 euro della media europea. Le differenze di spesa si amplificano per le fasce economicamente più deboli, che hanno maggiore difficoltà di accesso ai servizi essenziali.

Bisogna poi considerare il problema della mobilità sanitaria: al Sud il 10% dei residenti si sposta verso altre Regioni per essere curato, contro il 5-6% del Nord. Per questo ho chiesto in una mozione presentata in Senato di rivedere i criteri di ripartizione del Fondo Sanitario Nazionale, tenendo conto dei bisogni delle regioni. Vanno poi definiti i livelli essenziali delle prestazioni (LEP), in base a frequenza dei consumi sanitari per sesso, tasso di mortalità della popolazione, deprivazione sociale, indicatori epidemiologici territoriali, come ho chiesto al governo in un altro atto depositato in Senato.

Il progetto di legge Calderoli, che rafforza l’autonomia regionale anche per la sanità non farà che accentuare ulteriormente questi divari già difficili da colmare.

Scrivimi

Il progresso parte dall’ascolto e dal confronto. Per me è indispensabile mantenere un filo diretto con i cittadini. Solo attraverso il racconto della realtà quotidiana, delle problematiche e delle proposte, possiamo gettare le basi per un lavoro efficace.