Mariolina Castellone

Valorizzazione del personale sanitario

Il blocco delle assunzioni di personale sanitario che vige dal 2004, introdotto dal governo Berlusconi III ma poi prorogato dai successivi governi di destra e di sinistra, rappresenta una delle cause principali dell’indebolimento del nostro servizio sanitario poiché vincola il mantenimento della spesa del personale pari a quella del 2004 decurtata di un ulteriore 1,4%. Questo blocco ha chiaramente creato enormi sacche di precariato, con personale che lavora da decenni con contratti a termine. Ciononostante, è proprio grazie alla resilienza e al sacrificio del personale sanitario se il SSN ha retto ai colpi della pandemia, nonostante la carenza di mezzi e risorse umane. Ecco perché in questi anni, attraverso diversi provvedimenti, abbiamo esteso anche all’ambito sanitario i requisiti previsti dalla Legge Madia per stabilizzare il personale precario: un esercito di professionisti, medici, infermieri, operatori sanitari, che hanno sempre garantito, soprattutto nei lunghi mesi della pandemia, la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale. Oggi molti precari della sanità, grazie alle leggi da noi approvate, sono stati stabilizzati e leggere i loro messaggi di gratitudine è per me motivo di grande orgoglio.

A tutela degli operatori sanitari abbiamo approvato nel 2019 una legge, fortemente voluta dall’allora ministro Giulia Grillo e da tutto il Movimento cinque stelle, finalizzata a prevenire e contrastare i fenomeni di violenza a danno del personale sanitario sia nel settore pubblico che privato, assimilando, grazie ad un mio emendamento, tali aggressioni a quelle ai danni di pubblici ufficiali e quindi applicando sempre le aggravanti previste per legge con l’aumento della pena per gli aggressori. Non si può rischiare la propria incolumità mentre si opera per salvare la vita altrui.

Altro punto fondamentale per valorizzare il personale sanitario è quello di rivedere il percorso formativo degli operatori della sanità. Assieme agli altri Portavoce del M5S ci siamo confrontati con tutti i portatori di interesse, per risolvere l’annoso problema dell’imbuto formativo, cioè la differenza tra il numero di laureati in medicina e chirurgia che non hanno avuto accesso alla formazione post-lauream e contratti e borse di studio disponibili, frutto di anni di errori nella definizione del fabbisogno di medici (generalisti e specialisti) da formare. Grazie a diversi interventi, in ultimo quello previsto nel Decreto Legge Rilancio, laddove sono stati reperiti dal Governo i fondi per finanziare ulteriori 4200 contratti di formazione specialistica, che si aggiungono ai circa 9200 già finanziati, sarà possibile fare un grande passo in avanti. Ma c’è di più. Per correggere il tiro e per non ricadere negli errori di programmazione commessi in passato, nella legge di stabilità 2020, con l’approvazione di un mio emendamento, l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) è stata incaricata di adottare nuove metodologie per definire il fabbisogno di medici e professionisti sanitari in modo da consentire ai Ministeri competenti ed alle Regioni di allocare le risorse in funzione del bisogno e, così, garantire ai giovani professionisti di trovare sbocchi lavorativi. Questo consentirà di ricalibrare, nel tempo, gli accessi ai corsi di medicina e delle professioni sanitarie, e di allocare meglio le risorse per la formazione post lauream.

Inoltre, mi sono impegnata per sostenere con risorse adeguate la formazione di medici specialisti che operino nel contesto delle cure primarie ed intermedie, soprattutto per i pazienti fragili e cronici. Ed altre iniziative sono allo studio per evitare che i contratti e le borse per la formazione post-lauream dei medici vengano lasciati in corso d’opera, a causa del disallineamento tra il concorso di specializzazione e le prove per l’accesso ai corsi regionali di formazione specifica di medicina generale.

Al di là dei numeri e delle risorse stanziate, mi preme rimarcare come le iniziative mie e del M5S siano state ispirate a garantire gli alti standard di qualità della formazione, necessari quando si deve tutelare la salute.

Per questo, sempre un mio emendamento ha reperito le risorse per potenziare il sistema dell’accreditamento alla qualità delle scuole di specializzazione riservate ai medici, estendendolo anche alle scuole di specializzazione cui accedono i profili non medici, attraverso l’istituzione di una tecnostruttura che supporterà le attività dell’Osservatorio Nazionale e degli Osservatori Regionali della formazione specialistica sanitaria, ivi incluse le site visits e le survey (nel corso delle quali gli Osservatori si potranno avvalere del supporto tecnico dell’Agenas), per monitorare l’aderenza delle scuole di specializzazione rispetto a standard misurabili ed a criteri di qualità previsti dalla normativa vigente.  Purtroppo, la pandemia ha ritardato l’applicazione di queste riforme.

Occorre pensare anche ad anche una formazione manageriale di qualità: ecco perché abbiamo approvato nel disegno di legge Concorrenza del 2022 un emendamento, a mia prima firma, che riconosce il possesso di diploma di master universitario di II livello o dottorato di ricerca in materia di organizzazione e gestione sanitaria quale requisito per l’accesso all’elenco nazionale dei direttori generali.

In merito al dottorato di ricerca, ovunque nel mondo considerato il più prestigioso titolo accademico, ho depositato una proposta di riforma, poi assorbita nel nuovo regolamento dei dottorati di ricerca, che prevede la revisione dei criteri di accesso e di conseguimento del titolo di dottorato, della modalità di conferimento delle borse di studio e del numero di borse messe a concorso dagli atenei. I dottorandi devono essere coinvolti nell’organizzazione dei corsi di dottorato e dei concorsi di accesso.
Ritengo anche necessario il graduale superamento del dottorato senza borsa di studio, prevedendo anche l’esenzione dalla partecipazione del dottorando a tasse e contributi ed introducendo forme di tutela della paternità che prevedano la possibilità di sospensione del corso di dottorato, per un periodo minimo di tre mesi. Per incentivare l’esperienza all’estero, abbiamo previsto l’assegnazione al dottorando di un fondo aggiuntivo mensile e di un proprio budget di ricerca. E’ necessario semplificare i meccanismi che permettono di attivare posizioni di dottorato aggiuntive, finanziate da fondi propri di professori e ricercatori universitari o di enti di ricerca.

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